una storia di relitti e di smog
“Un autore di tragedie non può permettersi questo!”
Dice Bill the Block agitando l’accendino sotto una strana lega al piombo che stava per spararsi di li a poco..
Aveva certe vene spaventose costui!
Faceva un po’ paura a tutti, aveva dei movimenti molto lenti, forse per colpa del piombo, lo chiamavano anche Der Gollem, gli piaceva il suo nomignolo.
Lui si trasportava in giro come un cammello con le gobbe piene di pus e droga, i suoi amici, ovvero i beduini, erano pronti a succhiarglielo con cannucce non appena si sarebbe addormentato..
Lo seguivano con questi strane aggeggi e non appena faceva per addormentarsi zac! gli puntavano gli spilli in vena e succhiavano tutta la roba appena immessa, un fenomeno di tossi-vampirismo si potrebbe dire..
Bill the Block lo sapeva, lo immaginava, quelle erano le uniche persone che vedeva durante il giorno, non poteva far che tener con se le sue sanguisughe, certo davano un gran fastidio, ma nulla in confronto alla meravigliosa solitudine del saggio, Block saggio non era ed amava quei topi pronti a ridere a qualsiasi sua battuta purchè lui gli facesse un segno..
Anzi appena poteva si faceva succhiare qualche altra cosa in cambio di un po’ di roba “sono i miei fanciulletti queste scimmiette! Har har har”
E li abbracciava, ed i più magrelli e tossici gli salivano in groppa, sulla schiena, strisciando con le loro dita sporche sul grosso ventre di Bill, sembrava una puttana con tutti i suoi figli illegittimi.
A volte loro gli portavano tutto ciò che riuscivano a raccattare in giro, non volevano che papà natale morisse, altrimenti chi avrebbe portato i doni?
Ed allora carne di topo, hashish, inchiostro raffermo ed altri liquidi, come magi portavano in dono a loro dio.
Lui adorava fare il bagno con le sue scimmiette ed aveva una teoria particolare: sosteneva che lo sperma è un ottimo shampoo, aveva visto dello shampoo vero da piccolo e l’estrema somiglianza lo aveva convinto della sua ipotesi, in cerchio si univano tutt’intorno alla tinozza, i suoi insettini, e masturbandosi a vicenda soddisfavano il bisogno igienico di Bill, per lui il bagno è una cosa seria, voleva essere pulito, fuori!
Der Gollem accarezzava i culi pelosetti e magri di quei mezzi uomini mentre gli vomitavano in testa i loro geni inutilizzati ed inutilizzabili.
Teneva anche ai suoi capelli, forse quanto al suo fluido, non le vene!
“se mai avesse avuto un nemico quello erano le sue vene, le sue crude, dure e rare vene”
Ne aveva poche di vene visibili, quelle di solito si nascondevano sotto muscoli o/e strati di pelle, il fluido di piombo e la robaccia le stancavano, pompavano sangue sporco, non si è mai capito come aveva fatto a campare tanto a lungo.
Morì cercando l’ultima vena.
La vita non gli concesse l’ultima dose di morte.
E’ stata una sconfitta biologica
Bastasse questo, state a sentire…Il suo corpo fu subito nascosto dalle premurose scimmiette oramai orfane, potevano scuoiarlo e papparsi il cuore in cerca di un po’ di roba, i topi fiutarono cibo, ma erano arrivati tardi..
Con freddezza chirurgica, lo tagliuzzarono isolando le vene principali e quelle nascoste ormai da tempo, quei dottori senza denti affondavano le unghie sporche nelle venuzze più piccole per poi leccare e squagliare, scavavano con pezzi di vetro quel grosso corpo morto e benevolo, inconsapevolmente manifestavano il più puro istinto primordiale del dio liquido, lo facevano per lui, ed il liquido era la retta che dovevano pagare al loro corpo per la loro anima del cazzo!
Portatori malsani di anime mai usate ma già vecchie, trafitte dal tempo e dall’istinto, sono già morte ancora prima di nascere, ritornano a poco a poco nel ventre di grande madre terra.
